Gaslighting

Cercare di guarire dalla dipendenza relazionale (o da qualsiasi altra forma di dipendenza) senza fede è come camminare in salita, all’indietro, su tacchi a spillo.

Robin Norwood

 

 

Tempo di lettura: 4 min

 

 

“Me l’hai detto tu poco tempo fa, non ti ricordi? Davvero non ti ricordi?”

 “Ne abbiamo parlato un sacco di volte e non lo sai più?”

 “Hai frainteso!”

“Sei sicura? Tu non hai memoria!”

“Sei grassa! (magra, brutta, ignorante, incapace, ecc..)”

 “ Non sai fare niente! Non ne fai una giusta!”

“ Ma come non ti ricordi! Me l’hai detto proprio tu!”

“ Questo non me l’hai mai detto! Te lo sarai immaginato!”

“ Le tue amiche sono  stupide come te!”

“ Se ti lascio rimarrai sola per tutta la vita!”

“ Tu non sei nessuno!”

 

Io non dico bugie, sei tu che immagini certe cose”

 

 

Se il tuo partner usa questo tipo di espressioni con te spesso, facendo sì che pian piano tu  cominci a dubitare delle tue convinzioni e dei tuoi giudizi di realtà è molto probabile che lui/lei stia usando contro di te una crudele tecnica manipolatoria chiamata gaslighting.

 

E’ una delle armi invisibili preferite dei manipolatori e violenti psicologici. E’ la forma di violenza psicologica più subdola, non lascia ferite sul corpo bensì lividi nell’anima. Il gaslighter può essere un partner, un familiare, un collega, un capo o un amico.

 

 

 

Il gaslighter è colui che altera la tua percezione della realtà, ti porta a credere che una menzogna sia la verità,  che un episodio che ricordi perfettamente sia soltanto frutto della tua immaginazione, ti farà credere di non ricordare una cosa che in realtà non è mai successa, fino a farti credere di essere diventata pazza, tutto con l’unico vile obiettivo di distruggere la tua capacità di giudizio, sviluppare un’insicurezza di fondo e fare in modo che tu dipenda da lui; questa crudelissima strategia manipolatoria può causare conseguenze psicologiche anche gravi nella vittima.

 

Le diverse tecniche di gaslighting, che un partner potrebbe usare intenzionalmente o senza rendersene conto se si tratta di abitudini apprese e internalizzate in contesti familiari disfunzionali, sono le seguenti:

 

  1. Negazione: quando il gaslighter, ll partner abusante, si rifiuta di ascoltare o fa finta di non capire ciò che dici.

 

  • “Me lo hai già detto 100 volte, non voglio ascoltare questo di nuovo”.

 

 

  1. Contrapposizione: quando il gaslighter mette in dubbio i ricordi di situazioni ed eventi della vittima, anche quando la vittima ricorda ogni singolo dettaglio dell’accaduto.

 

  • “Non è così, non è vero! Tu non ricordi mai niente,stai perdendo colpi”

 

 

 

  1. Blocco/Deviazione: quando il gaslighter devia i discorsi, spostando l’attenzione su un argomento ben lontano da quello su cui si stava discutendo; e/o quando il gaslighter mette in dubbio pensieri ed emozioni della vittima.

  

  • “Queste idee folli te le ha suggerite (un amico, familiare, collega, etc)?”
  • Te lo sarai immaginato!”

 

 

  1. Banalizzazione: il gaslighter sminuisce le emozioni della vittima e banalizza i suoi bisogni

 

  • “ Tu sei iper sensibile”
  • “Non ti arrabbierai di nuovo per cose di poco conto?”

 

 

  1. Dimenticanza/Rifiuto: il gaslighter fa finta di aver dimenticato fatti accaduti e/o nega di aver fatto determinate promesse alla vittima.

 

 

  • “Questo l’hai inventato tu!”
  • “Io non so di cosa tu stia parlando”

 

Il gaslighting si manifesta gradualmente nelle relazioni, infatti è molto difficile riconoscere queste forme di manipolazione all’inizio della relazione. Con il tempo però queste dinamiche disfunzionali diventano una spirale fino a far sentire la vittima confusa e depressa. Se all’inizio della relazione il suo sarcasmo e le sue critiche erano rare e “innocenti” con il passare del tempo le critiche e svalutazioni diventano più crudeli e insistenti. Così non fidandosi più delle sue percezioni della realtà e della sua memoria, la vittima farà sempre più affidamento sul suo partner rafforzando così una spirale da cui non sarà facile uscirne.

 

 

COSA PUOI FARE?

 

Il primo step per affrontare e superare questo tipo di violenza psicologica è accorgersi che qualcuno usa queste tattiche crudeli contro di te.

 

  1. Riconoscere i campanelli d’allarme 

Rileggi le frasi ed espressioni tipiche sopra elencate usate dai gasligheter e memorizzale.

Se sospetti che qualcuno stia cercando di manipolarti, annota le frasi pronunciate da questa persona che sminuiscono e/ ridicolizzano le tue emozioni e ti feriscono, rileggile, presta attenzione sulla frequenza con cui ti vengono dette quelle cose e analizzale.

Il gaslighting è uno schema comportamentale manipolatorio, nel momento in cui individui il modo in cui questi schemi si presentano e ripetano, sarà più facile riconoscere i campanelli di allarme e disarmare i manipolatori.

 

  1. Riacquistare la fiducia in te stessa

Non è di certo facile ma è possibile. Il gaslighter ha cercato in tutti i modi di distruggere la tua autostima e annullare ogni tua capacità valutativa.

 

Ora che sei cosciente del fatto che si tratta di una strategia di manipolazione e che il problema non sei tu, le tue emozioni e la tua memoria, ogni volta che sei bersaglio di un attacco del gaslighter ricorda che è solo una tattica di abuso mentale.

Ricorda che le tue emozioni e i tuoi sentimenti sono validi e veri, che certe espressioni vengono usate dal gaslighter solo per ferirti, fidati della tua memoria, tu sei capace di ricordare ciò che è successo, ciò che hai visto e sentito perfettamente.

 

Secondo la psicanalista Robirn Stern, PHD, i sintomi nelle vittime di gaslighting sono i seguenti:

  • Metti in dubbio te stessa costantemente
  • Chiedi a te stessa: “Forse sono io ad essere troppo sensibile?”- più volte al giorno
  • Ti senti spesso confusa e pazza
  • Ti scusi sempre con il tuo partner
  • Non riesci a capire perché non riesci ad essere felice
  • Cerchi spesso delle scuse per giustificare i comportamenti del tuo partner ad amici e familiari
  • Senti che qualcosa sia sbagliato, che c’è qualcosa che non va ma non sai bene di cosa si tratta
  • Cominci a mentire per evitare di essere svalutata e sminuita
  • Hai problemi nel prendere piccole decisioni
  • Senti che in passato eri una persona diversa- più sicura di te stessa, più felice, più risolutiva
  • Ti senti persa e infelice
  • Ti senti come se non riuscisse a fare niente di buono
  • Ti chiedi se sei una “buona” partner

 

Non dimenticare mai che tu sei forte. I tuoi sentimenti sono veri e validi. La tua memoria è ottima. Se ti senti ferita è perché sei stata ferita. Se ti senti arrabbiata è perchè qualcuno ti ha fatto sentire arrabbiata.

 

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